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Non solo debito monetario, pubblico o privato, e debito estero ma anche debito ecologico, un debito non economico che il mondo intero ha accumulato nei confronti della Terra e che, per essere ripagato, richiede necessariamente che avvenga un cambio estremo nel modello di sviluppo economico.

Si parla di debito ecologico rispetto alle generazioni future, per i danni ambientali che le attività umane lasceranno loro in eredità. Ma anche per i danni nei confronti del Pianeta, nella misura in cui, ogni anno, si estraggono e sfruttano più risorse di quanto la Terra stessa sia in grado di produrne.

Una situazione che ogni anno viene riesaminata in occasione dell’“Earth Overshoot Day”, un giorno che indica l’esaurimento ufficiale delle risorse rinnovabili, a causa di un ipersfruttamento, che la Terra è in grado di rigenerare nell’arco di un anno.

Ogni singolo Paese di questo Pianeta genera una propria impronta ecologica, dovuta alle proprie abitudini sociali ed economiche, all’efficienza energetica e all’attenzione verso la sostenibilità ambientale e, proprio per questi fattori, ogni Paese ha un diverso Overshoot Day.
Se la domanda di risorse di un Paese supera la sua disponibilità, il Paese ha un deficit ecologico e, dunque, un Overshoot Day più precoce all’interno dell’anno. Cosa significa? Che, da quel giorno e fino alla fine dell’anno, l’umanità andrà ad accrescere il proprio debito ecologico con la Terra.

Attualmente l’umanità utilizza il 60% in più di quanto si possa rinnovare: è come se, mediamente, sfruttassimo le risorse di 1,6 pianeti Terra.

Quest’anno, in Italia, l’Overshoot Day è previsto per il 15 maggio, con un bilancio piuttosto preoccupante: se tutti vivessero con i nostri ritmi, servirebbero quasi 3 Terre per soddisfare le esigenze dell’intera popolazione.

Le attività che impattano maggiormente sull’impronta ecologica italiana, secondo le analisi del Global Footprint Network, sono quelle legate ai consumi alimentari (25%) e al settore dei trasporti (18%) e, se volessimo migliorare la nostra posizione dovremmo lavorare per rendere più sostenibili proprio questi due settori.

Nel 2021 l’Italia ha raggiunto l’ottavo debito ecologico più grande del mondo consumando circa 31,5 miliardi di tonnellate di risorse in eccesso. Questi i dati emersi dallo studio pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet che, per la prima volta, ha fornito una stima del debito ecologico accumulato da circa 160 paesi nel corso degli ultimi 50 anni: non sorprende scoprire che sono i paesi ad alto reddito i maggiori responsabili del consumo eccessivo delle risorse mondiali.

Il concetto di debito ecologico, infatti, in contrapposizione al debito estero, nasce proprio dalla disparità tra i vari Paesi nel contribuire alla crisi ecologica globale e, una caratteristica del debito ecologico è che, purtroppo, continua ad aumentare di anno in anno…

Mara Minarelli – socio fondatore Momentumgreen