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Siamo reduci dalla pandemia mondiale da Covid che ha impattato molto su tutti noi, alcuni cambiamenti rimarranno per sempre e per sempre condizioneranno le nostre vite.

In un recente articolo pubblicato sulla rivista Nature è stata studiata la correlazione tra il ‘cambiamento climatico’ e i virus che colpiscono i mammiferi e, proprio da questo studio, diversi sono gli scienziati che sostengono che la prossima pandemia sarà scatenata proprio da questi fattori, in particolare dall’aumento delle temperature terrestri.

A causa del cambiamento climatico molti animali mammiferi, per lo più di origine selvatica, sono costretti a migrare in aree del mondo a maggiore densità abitativa favorendo uno scambio animale-uomo di migliaia di virus, la cosiddetta Zoonosi, che porteranno all’insorgenza di nuove e sconosciute malattie.

Oltre a scatenare una possibile prossima pandemia, lo scambio di virus minaccerà sia la salute animale mettendo a rischio la conservazione delle specie coinvolte che quella umana.
Per contenere e prevenire i rischi epidemiologici sarà fondamentale monitorare i flussi migratori degli animali e non solo…anche quelli umani: si stima che entro il 2050 almeno 216 milioni di persone, i migranti climatici, saranno costrette a migrare a causa del cambiamento climatico.

Un processo già ampiamente in corso, intervenire è necessario ma probabilmente non più sufficiente, se si considera l’innalzamento della temperatura di +1,2 °C, e lo sfruttamento intensivo da parte dell’uomo di habitat e risorse.
In questo studio emerge con certezza che la crisi climatica diverrà il principale fattore di rischio per l’insorgenza di nuove pandemie, molto maggiore degli allevamenti e dell’agricoltura intensiva e persino della deforestazione.

Anche la deforestazione è un fattore importante nel processo di aumento delle pandemie e il legame è molto stretto, questo quanto emerso da una recente ricerca del Cnrs, il più importante centro di ricerca francese, e Inserm, il rinomato centro francese specializzato nella ricerca sanitaria, che ha analizzato le associazioni tra i disboscamenti e l’incidenza di focolai ed epidemie di malattie infettive.

Disboscare reca un danno enorme su un più fronti: disboscamento – migrazione animali – epidemie – crisi climatica – migrazione popolazioni, un circolo vizioso a cui è necessario ed urgente porre fine perché, oltre ad aggravare la situazione ambientale, diventa determinante per preservare direttamente la nostra salute.

Mara Minarelli – socio fondatore Momentumgreen