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La scorsa settimana ho assistito ad un convegno nella mia città Brescia, organizzato da Futura ‘economia per l’ambiente’.

L’incontro “Etica e Filosofia della sostenibilità” ha visto come ospite principale Roberto Battiston, Ordinario di Fisica Sperimentale dell’Università di Trento, ex Presidente dell’Agenzia Spaziale Italiana che insieme a Maurizio Tira, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Brescia, ha spiegato le origini e le cause del cambiamento climatico.

È stato un convegno che mi ha fornito tanti spunti di riflessioni su un argomento davvero complesso ed ho avuto conferma che conoscere le cause di un problema sia già la strada della soluzione.

Battiston ha spiegato che i cambiamenti climatici naturali, come ad esempio le glaciazioni, sono avvenuti in milioni di anni, il Pianeta infatti ha vissuto periodi con condizioni climatiche ben diverse da quelle attuali.

Il problema non è, infatti, il Pianeta, ma la sopravvivenza dell’uomo sul Pianeta!

Negli ultimi 200 anni le attività umane hanno immesso GHG nell’atmosfera dando origine a piccoli cambiamenti di temperatura (+0,5°) troppo repentini che stanno causando in tutto il Pianeta eventi violenti per la vita dell’uomo.

Se, come spiega l’IPCC, non riusciamo a ridurre le emissioni globali entro il 2050 il surriscaldamento del pianeta metterà a rischio la vita umana. 

E considerando il tasso di crescita della popolazione mondiale e una ricerca continua di sviluppo economico che coinvolge sempre più paesi è necessario trovare soluzioni concrete che siano realmente applicabili.

Da diversi studi è confermato che proprio le attività economiche e la visione capitalista sono un fattore determinante per il cambiamento climatico.

Interessante è il concetto di “capitalocene” ovvero l’epoca dominata dal modello economico che ha visto e trattato la natura come una risorsa da cui poter attingere sempre, in maniera infinita e gratuita. Con il capitalismo la natura è diventata una sorta di asset finanziario.

Tant’è che se andassimo a cercare i veri responsabili di questa crisi ambientale scopriremmo che esiste una “disuguaglianza delle emissioni di carbonio”. Secondo uno studio del World Inequality Lab risalente ad Ottobre 2021 il 10% della popolazione globale è responsabile di circa il 50% delle emissioni di Co2, ma l’1% più ricco ne emette da solo il 17%, mentre la metà più povera della popolazione emette il 12% delle emissioni globali. E se il mondo manterrà questi ritmi di crescita con questo stesso modello economico la situazione potrà solo peggiorare aggravandosi ulteriormente.

Quale soluzione?

Certamente cambiare il modello economico, ma non possiamo pretendere che tutto il mondo lo recepisca velocemente e allo stesso modo.

Secondo Battiston l’attuale situazione mondiale sta puntando troppo sugli interventi di riduzione delle emissioni rispetto alle azioni volte a sottrarre Co2 dall’atmosfera. 

Ridurre le emissioni vuol dire intervenire su molteplici aspetti che non garantiscono sempre efficacia a causa della loro complessità.
Puntare a sottrarre la Co2 dall’atmosfera, invece, è una soluzione diretta che potrebbe cambiare completamente le prospettive, ma è necessario spingere e investire sulla ricerca per affiancare alle soluzioni già presenti in natura anche quelle tecnologiche.

Se da un lato le piante sono il nostro miglior alleato in natura, dall’altro è necessario realizzare tecnologie che possano accelerare quest’intervento.

D’altronde questa situazione si è creata perché le attività umane emettono Co2 nell’atmosfera, la soluzione più diretta è sottrarre la stessa e stoccarla nel sottosuolo.

Attualmente esistono i CCS (ne abbiamo parlato QUI) la cui efficacia però non convince tutti.

Il messaggio che più mi ha colpito è proprio questo: “non dobbiamo salvare il pianeta, ma trovare la soluzione al cambiamento climatico è necessario per la nostra stessa sopravvivenza.

Perchè la Terra andrà avanti comunque, nonostante tutto…

QUI ti spieghiamo come i nostri progetti sottraggono Co2 dall’atmosfera.

Adriano Zucca – socio fondatore Momentumgreen